Il Santuario Antoniano dell'Arcella

ORARIO DELLE SS.MESSE

Estivo 
Feriali 8.00 - 18.00
Festive 8.30 - 10.00 - 11.30 - 18.00 - 19.30

Invernale (da Novembre ad Aprile)
Feriali 8.00 - 16.30 - 18.00
Festive 8.30 - 10.00 - 11.30 - 18.00 - 19.30

 

INFORMAZIONI STORICHE

Subito dopo la morte del Santo inizia la venerazione popolare per il luogo del suo TRANSITO tanto che Il COMUNE di PADOVA delibera di prendere sotto la sua diretta protezione e di ricostruire in muratura l’intero complesso conventuale ( 1275 ). E’ probabilmente i questa occasione che LA CELLA DEL TRANSITO viene trasformata in un “ sacello memoriale” (TEMPLICULUM)

Nel 1509 il Convento dei Frati ed il Monastero delle Clarisse vengono abbandonati dai Religiosi al sopraggiungere dell’ esercito dell’ imperatore Massimiliano d’ Asburgo che occupa il complesso facendone il proprio quartier generale durante l’assedio posto alla Città ( Lega di Cambraj ). Tra il 1520 ed il 1530 l’intero insediamento Francescano viene raso al suolo in esecuzione dell’ordinanza delle autorità veneziane che stabilisce l’abbattimento di ogni e qualsiasi costruzione per la profondità di ca. un miglio intorno alle nuove mura difensive della città. E’ “ IL GUASTO “ che persisterà per quasi due secoli, impedendo la ricostruzione del sacro luogo. Ma già all’indomani della demolizione dei fabbricati conventuali i devoti, sfidando il divieto militare ricostruiscono “IL TEMPLICULUM” ( …un’edicola o capitello porticato) sul luogo del Transito di S. Antonio, le autorità veneziane tacitamente acconsentono. Nel 1670, attenuatosi il vincolo militare sull’area, Il "Benedetto Loco" viene compreso in un piccolo ma elegante SANTUARIO popolarmente chiamato “ SANT(A) TONIN “ (Sant’Antonino, ossia S. ANTONIO PICCOLO) per distinguerlo dalla grande Basilica di S. Antonio.

Nel 1792 Il Santuario viene restaurato e viene aperto un viale campestre per collegarlo alla strada pubblica per Camposampiero, oggi il viale dell’ Arcella ; in tale occasione ha origine la “SAGRA delle NOCI” che tutt’ora si celebra ogni anno dalla prima alla seconda domenica di Settembre. La Festa Liturgica di S. Antonio all’ Arcella verrà riconosciuta da una “bolla Papale” di PIO VII ( 16 Luglio 1816 )

Con la soppressione napoleonica delle Corporazioni Religiose del 1806/1810 il Santuario – passato al Demanio – viene acquistato dal Vescovo di Padova ( Mons. Modesto Farina ) che nel 1831 chiede al Rettore della Basilica del Santo di ricostituirvi una Comunità di FRATI MINORI CONVENTUALI, eredi anche dei beni delle soppresse CLARISSE della Beata Elena Enselmini.

Tra il 1836 ed il 1860 il Santuario diviene sede prima della "Curazia Autonoma" e quindi della "Parrocchia Regolare" di S. ANTONIO d’ARCELLA. E’ in seguito a tali avvenimenti che tra il 1840 ed il 1844 IL SANTUARIO VIENE COMPLETAMENTE RICOSTRUITO in eleganti forme Neoclassiche, conservando intatta LA CELLA DEL TRANSITO, l’antico "TEMPLICULUM" La nuova soppressione dei Religiosi del 1866 impedisce che la Parrocchia venga affidata ai FRATI M. CONVENTUALI che torneranno ufficialmente solo nel 1905.

Intanto, in vista del VII CENTENARIO della NASCITA di S. ANTONIO (1895 ) il Parroco D. Luigi Nichetti intraprende un nuovo e monumentale ampliamento della chiesa (1886 – 1895 ) costruendo la navata in stile Neogotico anteposto e collegato all’edificio Neoclassico che contiene l’antica CELLA del TRANSITO.

Nel 1898 prende avvio il progetto del nuovo e monumentale CAMPANILE . La costruzione inizierà nel 1901 e si concluderà solo nel 1922 collocando la statua del Santo benedicente sulla cuspide .

Finalmente nel 1927 avrà inizio lo scavo delle fondazioni per l’innalzamento dei transetti, delle absidi e della cupola, campagna di lavori che si concluderanno per il 1931 – VII CENTENARIO DELLA MORTE di S. ANTONIO, donando al Santuario l’attuale solenne fisionomia che esalta il LUOGO dal quale "L’ ANIMA di S. ANTONIO VOLO’ AL CIELO" ( …super edicola ex qua “ anima in coelum evolavit “ ) come recita la scritta incisa sul marcapiano della cupola

Avvenimenti degli di rilievo:

-1936 Dalla Basilica del Santo giungono le Reliquie Insigni del BEATO LUCA BELLUDI   

-1957 il ritorno dell’urna con il corpo della BEATA ELENA ENSELMINI

L’ architettura e le opere d’arte

L’ attuale santuario antoniano dell’ Arcella ( quinta ricostruzione dalle origini ) è il pregevole risultato delle varie campagne di lavori realizzate tra la seconda metà dell’ ‘800 ed i primi decenni del ‘900. Il complesso è dominato dall’imponente e svettante campanile ( H. 75 m.) sulla cui vetta è collocata la grande statua del Santo che benedice la città di Padova e dalla bella cupola semisferica che si innalza all’incrocio della navata con i transetti. Ci sono alcuni punti di osservazione privilegiati dai quali ammirare l’insieme : il bel viale prospettico ( viale dell’ Arcella )  che porta al santuario dalla strada principale del quartiere, oppure giungendo dalla Stazione ferroviaria attraverso via G. De’ Menabuoi, si può ammirare il complesso lateralmente nel suo articolato e suggestivo gioco di volumi.

L’ INTERNO offre l’ affascinante veduta, entrando dalla porta maggiore, di un’ architettura disegnata dalle nervature in cotto di linguaggio romanico – gotico animate dalla bicromia “bianco rosso” dei corsi di mattoni che fanno vibrare in modo particolare tutto la spazio che viene assorbito dal luminoso volume della cupola che si apre come un cielo sopra l’area celebrativa antistante la CELLA del TRANSITO. I due bravi architetti ( E. Maestri e N. Gallimberti ) che si sono succeduti nella progettazione e direzione dei lavori hanno sapientemente impostato e sviluppato tutta una serie di elementi simbolici legati alla figura di S. Antonio ed al luogo della sua morte che non possono sfuggire all’ osservatore attento e al ricercatore accurato che sappia e voglia approfondire il linguaggio architettonico di questa bella chiesa. Ne citiamo solo alcuni per invitare il visitatore ad osservare con attenzione l’architettura che si presenta essenziale, ma non povera, francescana ma solenne nelle proporzioni e nei particolari: la navata è larga 13 metri come 13 sono le fasce di mattoni bianchi di ciascun pilastro che si conclude con capitelli decorati a “foglie di giglio” . E’ abbastanza evidente l’allusione al 13 GIUGNO – il giorno in cui S. Antonio morì proprio all’ Arcella – e giorno anche della sua festa celebrata in molte parti del mondo, ma soprattutto a Padova. Anche l’ampio volume della cupola ( larga e alta 13 metri dalla cornice di imposta alla chiave di volta ) ripete il riferimento simbolico di questo numero antoniano . La CELLA DEL TRANSITO che custodisce ed indica da secoli il luogo in cui il 13 Giugno del 1231 l’anima del Taumaturgo “volò al Cielo”, come recita la scritta dedicatoria incisa  sull’anello-cornice di imposta della cupola, presenta sia all’interno che all’esterno le nude pareti in laterizi che permettono di leggere all’ osservatore attento le travagliate vicissitudini storiche accadute lungo i secoli a questo luogo benedetto gelosamente conservato dalla memoria e dalla devozione dei padovani.

Sul timpano del prospetto rivestito in prezioso marmo cinerino sono incise le ultime parole pronunciate da S. Antonio “ VIDEO DOMINUM MEUM “ ( Vedo il mio Signore ) . All’interno del “ Templiculum “ (piccolo sacello) come viene definito alla metà del ‘400 da Michele Savonarola ( storico padovano ) si trova l’elegante altare neoclassico che – sotto la mensa – custodisce la suggestiva statua del Santo morente in pietra tenera scolpita e dipinta, opera del giovane Rinaldo RINALDI ( 1808 ) . L’altare è sovrastato dal piccolo e delizioso ovale dipinto nel 1675 ca, da Pietro LIBERI raffigurante S. ANTONIO con il BAMBINO